Xantelasmi palpebrali

XANTELASMI PALPEBRALI

Gli xantelasmi sono formazioni di colesterolo morbido, che si depositano sulla fascia delle palpebre. La causa di questo inestetismo è da ricercare nella elevata presenza di colesterolo, che può sfociare in queste formazioni dal colore giallo-arancione, preannunciate da prurito e piccole bozze sottocutanee.

Quando gli xantelasmi risultano particolarmente estesi, tanto da provocare un inestetismo difficile da sopportare, si può ricorrere ad una serie di interventi che ne assicurano la rimozione.

Asportazione chirurgica: Per uno xantelasma piccolo e lineare è consigliabile l’asportazione, dal momento che i depositi di grasso poco sporgenti possono essere livellati o rimossi, procedendo poi ad una saturazione o sostituzione della falda.

Si utilizza un microscopio chirurgico, si solleva il lembo interessato dallo xantelasma, si elimina con cura pezzo dopo pezzo con micro forbici e infine si sutura il lembo. Nella maggior parte dei casi il riassorbimento non necessita di ulteriori interventi, talvolta – nel caso di asportazioni a pieno spessore – si deve ricorrere ad operazioni ricostruttive.

Eliminazione con laser ad anidride carbonica o argon: E’ una tecnica che prevede l’utilizzo di un laser per migliorare la visualizzazione della zona interessata, per rafforzare l’emostasi (fermare meglio le fuoriuscite di sangue) ed evitare le suture

Cauterizzazione chimica: Si tratta di un procedimento che prevede l’uso di acidi acetici clorurati, che causano lo scioglimento dei lipidi, di cui è formato lo xantelasma. L’applicazione degli acidi riduce la formazione di cicatrici.

Altri interventi: Essicazione elettrica e crioterapia, utilizzati per xantelasmi superficiali.

La rimozione di uno xantelasma determina una depigmentazione del tessuto dermico, che scompare dopo 3-4 mesi.

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