Mastoplastica additiva

MASTOPLASTICA ADDITIVA

Un seno ipotrofico (dalle dimensioni ridotte) rappresenta per una donna un problema non solo estetico ma principalmente psicologico, capace di ledere la propria femminilità. La mastoplastica additiva (aumento del seno) si presenta dunque come un intervento in risposta al desiderio di conquistare sicurezza e autostima nei rapporti con gli altri – per piacere e piacersi – eliminando un inestetismo che può condizionare la propria vita sociale.

DATI E BENEFICI

Gli interventi di mastoplastica additiva sono tra i più diffusi. Dati recenti (2014) diffusi dall’International Society of Aesthetic Plastic Surgery, posizionano l’Italia tra i primi posti a livello mondiale, con circa 27.000 operazioni solo nel 2013.

Chi sceglie di operarsi? Il 50% delle donne che si sottopongono a questo intervento ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, ma sono in aumento anche le operazioni oltre gli “anta”. La scelta è motivata spesso dall’insoddisfazione di un seno troppo piccolo, specie per le pazienti più giovani, oppure dalla volontà di restituire tono al seno a causa di un progressivo rilassamento oppure in una fase post-allattamento.

Gli interventi di mastoplastica additiva, se eseguiti nel rispetto delle caratteristiche psicofisiche della paziente e sulla base di un approfondito studio del caso clinico, oggi assicurano risultati eccellenti. Il seno, al termine dell’intervento, risulta turgido e rimodellato in proporzione alla struttura fisica della paziente, esaltandone la sensualità.

PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO

La mastoplastica additiva è a tutti gli effetti un intervento di chirurgia, e come tale necessità di adeguata preparazione ma soprattutto consapevolezza da parte della paziente. Il primo consulto, pertanto, è di tipo informativo ed assolutamente non vincolante. Si tratta di un dialogo intenso, confidenziale, nel quale è importante instaurare un rapporto collaborativo, al fine di verificare le reali motivazioni dell’intervento e prospettare alla paziente tempi, modalità e decorso post operatorio. Se esiste la reale volontà di sottoporsi all’intervento, si passa alla somministrazione di alcuni esami clinici e di un elettrocardiogramma, indispensabili per far emergere le condizioni di salute generali. Due settimane prima dell’intervento è sconsigliata l’assunzione di farmaci antinfiammatori e a base di acido acetilsalicidico (Aspirina); è altresì importante smettere di fumare e sospendere l’assunzione di bevande alcoliche.

LA VISITA PRE OPERATORIA

Nel corso della visita specialistica eseguita presso lo studio di Napoli, il medico valuta insieme alla paziente gli elementi tecnici dell’operazione, passando in rassegna le caratteristiche anatomiche del seno (tessuto cutaneo, ghiandola, tessuto adiposo) e valutando ogni aspetto dell’intervento, compresi i rischi e le complicanze che potrebbero derivarne. E’ preferibile non fumare almeno 14 giorni prima dell’intervento.

Il posizionamento delle protesi è funzionale alle caratteristiche fisico-anatomiche del seno della paziente. In particolare si distinguono tre tipologie di posizionamento:

  • Posizionamento retroghiandolare, per le pazienti con adeguata copertura cutanea e ghiandolare
  • Posizionamento retromuscolare, per le pazienti con inadeguata copertura cutanea e/o ghiandolare
  • Posizionamento parzialmente retromuscolare, per le pazienti con un moderato rilassamento cutaneo
LE PROTESI

La scelta di forma, dimensione e materiale della protesti rappresenta un momento fondamentale del percorso operatorio. Tra le varie tipologie di protesi disponibili sul mercato, quelle in gel silicone con superficie testurizzata si distinguono per confort, qualità e sicurezza in quanto sono capaci di conferire naturalezza al seno, morbidezza al tatto, resistenza nel tempo e alle sollecitazioni. I diversi strati di polimero che avvolgono la protesi di silicone (di per sé già pura ed innocua per l’organismo) limitano la dispersione di particelle all’interno del tessuto cutaneo. Per quanto concerne la forma oggi sono disponibili:

  • Le protesi tonde emisferiche che garantiscono un buon riempimento del polo superiore
  • le protesi anatomiche che simulano la forma a goccia della ghiandola mammaria con un effetto davvero naturale ed armonico. Si deve però informare la paziente che, con questa protesi, esiste una remota possibilità di rotazione con alterazione del profilo mammario.
ANESTESIA ED INTERVENTO

Le moderne tecniche anestesiologiche oggi consentono di ridurre lo stress della paziente: prima, durante e dopo l’intervento. Non è più necessario ricorrere a forme di anestesia totale. Solo l’area mammaria ne è interessata, mentre la paziente permane in uno stato di sonno vigile che le permette di evitare la respirazione assistita o, comunque, la percezione reale dell’intervento.

La zona mammaria viene interessata da una soluzione vasocostrittrice, che limita l’afflusso di materiale ematico e permette al chirurgo di intervenire con maggiore sicurezza, limitando le perdite di sangue e favorendo il decorso post operatorio che così risulta privo di particolari disagi, come gli ematomi localmente diffusi.

DECORSO POST OPERATORIO

Nell’immediato decorso post operatorio, i sintomi fisiologici sono da individuare nell’intorpidimento e nel leggero dolore nella zona mammaria, nel gonfiore della stessa e in un generale stato di fiacchezza. L’assunzione di antidolorifici ed antibiotici scongiura l’insorgere di infezioni intra ed extra cutanee.

Per la prima settimana è assolutamente vietato il contatto della zona operata con l’acqua ed è fondamentale seguire le terapie prescritte al momento delle dimissioni. Le prime medicazioni vanno eseguite dal chirurgo e per le prime due settimane è consigliabile evitare sforzi che possano sollecitare la zona operata. La rigidità del seno è assolutamente fisiologica e, se si osservano le disposizioni mediche, in breve tempo tornerà morbido e naturale, con un profilo armonico e sensuale.

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